Per la libertà e la democrazia. Antifascismo e Resistenza a Rimini e nel Riminese (1943-1944)

Per la libertà  e la democrazia. Antifascismo e Resistenza a Rimini e nel Riminese (1943-1944)
Angelo Turchini
Cesena, Il Ponte Vecchio, 2015. Pagine: 616

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In breve: Dopo una Prefazione con considerazioni sulla Liberazione e sui Partigiani, il testo si articola in 8 capitoli, a partire dall’uso pubblico e politico della storia, e storiografia, con riflessioni sulle varie tipologie di fonti a nostra disposizione (cap. I. Fra storia e memorie).

Nella lotta per la libertà e la democrazia, si ripercorrono dapprima le vicende connesse alla fine del regime fascista, a partire dal malessere sociale e dalla rinascita della vita e dei partiti politici (cap. II. Fine del regime fascista in Italia e a Rimini), per passare poi alla Resistenza passiva della popolazione locale e delle diverse forze sociali, dai rastrellamenti alle deportazioni, dai saccheggi sistematici e alle distruzioni e demolizioni, alla violenza della repressione (cap. III. Resistenza passiva sotto il tallone: uomini e cose sotto il tallone nella Repubblica fantoccio).
Si evidenzia quindi la rilevanza dell’apporto fornito dalla Resistenza attiva, con attenzione all’organizzazione delle forze sul territorio, con i problemi di coordinamento fra Romagna e Marche (cap. IV. Organizzazione della Resistenza sul territorio). Si presta grande attenzione al contesto civile e militare in cui si collocano le attività dei partigiani e dei patrioti, uomini donne, giovani e anziani, prestando attenzione alle operazioni relative alla logistica e alle armi, come alle linee di comunicazione, alle informazioni, alla propaganda nonché alle azioni di giusti fra la gente e gente giusta (cap. VI. Contesto, contesti) nelle città e nel territorio dell’area Riminese, dove non sono mancati anche casi dolorosi e gloriosi, a partire da quello dei Tre Martiri per venire anche a soldati che hanno scelto la libertà e la democrazia (cap. VII. I Tre martiri e cap. VIII. Alcuni casi dolorosi e gloriosi).
Dalle vicende emergono ad esempio, anche grazie a materiali del tutto nuovi, una migliore conoscenza della vicenda dei Tre Martiri, l’insediamento nell’ambito della Repubblica di San Marino (cap. V. Attività partigiane a San Marino), l’affermazione di San Leo come zona libera dal 22 giugno al 14 luglio 1944, da aggiungersi alla ventina di casi di zone libere e repubbliche partigiane; si apprezza anche il significativo apporto femminile, per l’area riminese offerto per la prima volta (e godibile anche nella mostra organizzata dal Coordinamento donne, visibile in Biblioteca Gambalunga), l’importanza della presenza partigiana sulla costa e, soprattutto sul territorio verso l’Appennino fra l’area forlivese-cesenate e quella pesarese-urbinate.
Le riflessioni sono corredate da una ricca documentazione relativa a tutto il Riminese, frutto di ricerche pluriennali, finora in parecchi casi ignota a partire dai bollettini e dalle relazioni partigiane, ma non solo, presentata in una Appendice articolata in 7 punti: I. Propaganda antifascista e azioni partigiane; II. Azioni partigiane; III. Repubblica di San Marino, e città ‘libera’ di San Leo; IV. Interviste, memorie e relazioni di alcuni protagonisti; V. Organizzazione ed elenchi di partigiani, patrioti, staffette, benemeriti; VI. Martiri della libertà: personaggi ed episodi e VII. Memoria dei Tre martiri con l’edizione de “La vita di Mario Capelli”, di D. Rinaldi (1945), recuperata negli USA.
Si intende offrire spunto per ulteriori lavori, auspicando nuove ricerche guardando anche alla realtà della conseguente ricostruzione materiale e civile in un mondo nuovo e democratico.

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