Ultime Pubblicazioni

  • #ProMemoria. Lungo la Linea Gotica Orientale
    Elisa Gardini, Daniele Susini
    Rimini, La Pieve 2016
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    In breve:
    Una guida sui luoghi della memoria della seconda guerra mondiale in Valconca. La pubblicazione arriva a conclusione del progetto europeo APPEACE – War places, peace citizens, che è partito dai Comuni di Montescudo-Montecolombo, Gemmano e Montegridolfo e che dal 2014 al 2016 ha messo in relazione rappresentanti di luoghi della memoria di otto nazioni diverse, accomunati dall’avere subito le ferite dei conflitti bellici del Novecento.
  • Vivere a Rimini negli anni della Grande Guerra
    Davide Bagnaresi
    Rimini, Panozzo, 2015
    copertina Vivere a Rimini ISTITUTO-page-001 (1)In breve:A 100 anni dall’ingresso italiano nella prima guerra mondiale la presente indagine intende analizzare cosa significava vivere a Rimini durante il conflitto. Il Comune, all’epoca esteso da Bellaria a Riccione, benché distante dal fronte vide sconvolta la sua quotidianità durante gli eventi bellici. Prima dell’assassinio di Francesco Ferdinando Rimini era una città che si stava affacciando alla modernità con una vita culturale ed economica dinamica. Il quadriennio successivo ebbe conseguenze gravose per la città sotto il profilo umano ed economico: quasi 700 caduti sul fronte (o per conseguenti ferite di guerra), civili periti a causa dei bombardamenti e l’azzeramento dell’economia locale (il crollo dell’industria turistica e della pesca). Sino al novembre 1918 la popolazione mostrò sempre un forte spirito umanitario nei confronti di chi era stato messo in ginocchio dalla guerra, creando associazioni di sussistenza e accogliendo – sebbene in forte difficoltà – migliaia di profughi veneti a seguito della rotta di Caporetto. Durante la Grande Guerra la città fu, suo malgrado, protagonista di eventi che la portarono alla ribalta nelle prime pagine di cronaca nazionale. Subì bombardamenti navali e aerei e fu vittima di due devastanti terremoti che distrussero e lesionarono centinaia di edifici della città. Reagì inoltre a suo modo a tutte quelle problematiche che attanagliarono molte delle città della sua dimensione. Il testo vuole infatti soffermarsi anche sui diversi aspetti della microstoria locale quali, ad esempio, le manifestazioni e i tafferugli tra neutralisti e interventisti, la partenza per il fronte, il continuo panico per gli attacchi aerei, le false voci e le accuse di spionaggio, le apparizioni mariane, i nuovi luoghi della comunità. Un particolare interesse dell’analisi vedrà protagonista il gravoso problema del depauperamento della cittadinanza e dell’approvvigionamento che, mese dopo mese, si trasformò in vera emergenza sanitaria quando si diffuse la febbre spagnola.In accordo con la metodologia propria delle scienze sociali il testo vuole evidenziare la vita a Rimini dal punto di vista della popolazione. Le principali fonti d’indagine spaziano dalla letteratura coeva alle fonti d’archivio nazionali (Archivio Centrale di Roma) e locali (Forlì e Rimini); dai rapporti dei Vigili del fuoco e della Croce Rossa ai diari personali di civili; dai periodici locali dell’epoca agli studi più recenti. Al fine di arricchire il volume, il testo è corredato da numerose fotografie inedite di grande valore.
  • Per la libertà  e la democrazia. Antifascismo e Resistenza a Rimini e nel Riminese (1943-1944)
    Angelo Turchini
    Cesena, Il Ponte Vecchio, 2015. Pagine: 616

Turchini-copertina-ResistenzaIn breve: Dopo una Prefazione con considerazioni sulla Liberazione e sui Partigiani, il testo si articola in 8 capitoli, a partire dall’uso pubblico e politico della storia, e storiografia, con riflessioni sulle varie tipologie di fonti a nostra disposizione (cap. I. Fra storia e memorie).
Nella lotta per la libertà e la democrazia, si ripercorrono dapprima le vicende connesse alla fine del regime fascista, a partire dal malessere sociale e dalla rinascita della vita e dei partiti politici (cap. II. Fine del regime fascista in Italia e a Rimini), per passare poi alla Resistenza passiva della popolazione locale e delle diverse forze sociali, dai rastrellamenti alle deportazioni, dai saccheggi sistematici e alle distruzioni e demolizioni, alla violenza della repressione (cap. III. Resistenza passiva sotto il tallone: uomini e cose sotto il tallone nella Repubblica fantoccio).
Si evidenzia quindi la rilevanza dell’apporto fornito dalla Resistenza attiva, con attenzione all’organizzazione delle forze sul territorio, con i problemi di coordinamento fra Romagna e Marche (cap. IV. Organizzazione della Resistenza sul territorio). Si presta grande attenzione al contesto civile e militare in cui si collocano le attività dei partigiani e dei patrioti, uomini donne, giovani e anziani, prestando attenzione alle operazioni relative alla logistica e alle armi, come alle linee di comunicazione, alle informazioni, alla propaganda nonché alle azioni di giusti fra la gente e gente giusta (cap. VI. Contesto, contesti) nelle città e nel territorio dell’area Riminese, dove non sono mancati anche casi dolorosi e gloriosi, a partire da quello dei Tre Martiri per venire anche a soldati che hanno scelto la libertà e la democrazia (cap. VII. I Tre martiri e cap. VIII. Alcuni casi dolorosi e gloriosi).
Dalle vicende emergono ad esempio, anche grazie a materiali del tutto nuovi, una migliore conoscenza della vicenda dei Tre Martiri, l’insediamento nell’ambito della Repubblica di San Marino (cap. V. Attività partigiane a San Marino), l’affermazione di San Leo come zona libera dal 22 giugno al 14 luglio 1944, da aggiungersi alla ventina di casi di zone libere e repubbliche partigiane; si apprezza anche il significativo apporto femminile, per l’area riminese offerto per la prima volta (e godibile anche nella mostra organizzata dal Coordinamento donne, visibile in Biblioteca Gambalunga), l’importanza della presenza partigiana sulla costa e, soprattutto sul territorio verso l’Appennino fra l’area forlivese-cesenate e quella pesarese-urbinate.
Le riflessioni sono corredate da una ricca documentazione relativa a tutto il Riminese, frutto di ricerche pluriennali, finora in parecchi casi ignota a partire dai bollettini e dalle relazioni partigiane, ma non solo, presentata in una Appendice articolata in 7 punti: I. Propaganda antifascista e azioni partigiane; II. Azioni partigiane; III. Repubblica di San Marino, e città ‘libera’ di San Leo; IV. Interviste, memorie e relazioni di alcuni protagonisti; V. Organizzazione ed elenchi di partigiani, patrioti, staffette, benemeriti; VI. Martiri della libertà: personaggi ed episodi e VII. Memoria dei Tre martiri con l’edizione de “La vita di Mario Capelli”, di D. Rinaldi (1945), recuperata negli USA.
Si intende offrire spunto per ulteriori lavori, auspicando nuove ricerche guardando anche alla realtà della conseguente ricostruzione materiale e civile in un mondo nuovo e democratico.

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