Vivere a Rimini negli anni della Grande Guerra

Vivere a Rimini negli anni della Grande Guerra
Davide Bagnaresi
Rimini, Panozzo, 2015
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In breve:

A 100 anni dall’ingresso italiano nella prima guerra mondiale la presente indagine intende analizzare cosa significava vivere a Rimini durante il conflitto. Il Comune, all’epoca esteso da Bellaria a Riccione, benché distante dal fronte vide sconvolta la sua quotidianità durante gli eventi bellici. Prima dell’assassinio di Francesco Ferdinando Rimini era una città che si stava affacciando alla modernità con una vita culturale ed economica dinamica. Il quadriennio successivo ebbe conseguenze gravose per la città sotto il profilo umano ed economico: quasi 700 caduti sul fronte (o per conseguenti ferite di guerra), civili periti a causa dei bombardamenti e l’azzeramento dell’economia locale (il crollo dell’industria turistica e della pesca). Sino al novembre 1918 la popolazione mostrò sempre un forte spirito umanitario nei confronti di chi era stato messo in ginocchio dalla guerra, creando associazioni di sussistenza e accogliendo – sebbene in forte difficoltà – migliaia di profughi veneti a seguito della rotta di Caporetto. Durante la Grande Guerra la città fu, suo malgrado, protagonista di eventi che la portarono alla ribalta nelle prime pagine di cronaca nazionale. Subì bombardamenti navali e aerei e fu vittima di due devastanti terremoti che distrussero e lesionarono centinaia di edifici della città. Reagì inoltre a suo modo a tutte quelle problematiche che attanagliarono molte delle città della sua dimensione. Il testo vuole infatti soffermarsi anche sui diversi aspetti della microstoria locale quali, ad esempio, le manifestazioni e i tafferugli tra neutralisti e interventisti, la partenza per il fronte, il continuo panico per gli attacchi aerei, le false voci e le accuse di spionaggio, le apparizioni mariane, i nuovi luoghi della comunità. Un particolare interesse dell’analisi vedrà protagonista il gravoso problema del depauperamento della cittadinanza e dell’approvvigionamento che, mese dopo mese, si trasformò in vera emergenza sanitaria quando si diffuse la febbre spagnola.

In accordo con la metodologia propria delle scienze sociali il testo vuole evidenziare la vita a Rimini dal punto di vista della popolazione. Le principali fonti d’indagine spaziano dalla letteratura coeva alle fonti d’archivio nazionali (Archivio Centrale di Roma) e locali (Forlì e Rimini); dai rapporti dei Vigili del fuoco e della Croce Rossa ai diari personali di civili; dai periodici locali dell’epoca agli studi più recenti. Al fine di arricchire il volume, il testo è corredato da numerose fotografie inedite di grande valore.

 

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