Rimini 1° novembre 1943: il primo bombardamento
Rimini. 1° novembre 1943, ore 11.50. L’apparente atmosfera di un normale giorno di festa, anche se l’Italia è un paese in guerra, viene interrotta dal sordo rombo dei motori del 321° gruppo da bombardamento aereo dell’USAAF che sgancerà circa 40 tonnellate di bombe sulla città. Niente sarà più come prima. A questo bombardamento ne succederanno centinaia che distruggeranno massicciamente Rimini, uccidendo e ferendo migliaia di riminesi. Attraverso le testimonianze di chi c’era torneremo a quel drammatico giorno di 80 anni fa.
Questo episodio è stato curato da Andrea Santangelo, scritto da Andrea Santangelo e Serena Saporito, con il contributo di Gianluca Calbucci, Daniele Celli e Andrea Montemaggi. Si ringrazia il progetto Rimini Bombardata. Lettura di Stefano Rossini, con la partecipazione di Francesco Tonti, montaggio e sound design di Matteo Munaretto, responsabile di produzione Cristina Gambini.
Il mare alle spalle. Lo sfollamento da Rimini
Ottant’anni fa sulla città si abbatterono i disastrosi bombardamenti che in undici mesi la trasformarono in una città fantasma. Fra i bombardamenti più devastanti, quelli che la colpirono il 28, il 29 e 30 dicembre.
“Rimini è oggi diventata una città morta” scrisse il Commissario straordinario Ugo Ughi al Prefetto di Forlì il 2 gennaio. Tutta la città ne era stata investita, rimanendo senza luce, senza acqua; le vie di comunicazioni interrotte, e ovunque erano voragini e cumuli di macerie. La popolazione, in gran parte rimasta senza casa, fu costretta ad abbandonare la città. Rimini conobbe in quei mesi la ferocia della guerra totale, che non si combatte solo fra soldati, ma coinvolge la popolazione e uccide le città, un aspetto cruciale della guerra nella contemporaneità, che mira a colpire l’eredità culturale e la memoria delle popolazioni nemiche.
Questo episodio è stato curato da Patrizia di Luca, scritto da Serena Saporito e Patrizia di Luca, con il contributo di Maurizio Casadei, Daniele Celli, Gianluca Calbucci. Si ringraziano l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino i progetti Rimini Bombardata e Memorie della Linea Gotica; grazie a San Marino RTV. Lettura di Stefano Rossini, con la partecipazione di Francesco Tonti e Maria Emanuela Angelini, montaggio e sound design di Matteo Munaretto, responsabile di produzione Cristina Gambini.
Partigiani e partigiane
La mattina del 16 agosto 1944, nella piazza Giulio Cesare, soldati turkmeni aggregati alla wehrmacht impiccano tre giovani partigiani riminesi: Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani. I loro corpi rimarranno esposti per oltre un giorno come monito ai riminesi che si ribellavano ai nazisti e ai fascisti. Successe un mese prima della liberazione della città. Ad assistere all’esecuzione c’erano pochi riminesi, sfollati quasi tutti da una città distrutta dai bombardamenti.
Gli altri partigiani, le staffette e i patrioti, operavano nelle campagne e nelle valli vicine, sabotando e attaccando le truppe nazifasciste, difendendo i civili dai loro soprusi, rifornendo di armi e materiali le brigate di montagna.
Questo episodio è stato curato da Maurizio Casadei. Scritto da Maurizio Casadei e Serena Saporito. Con il contributo di Gianluca Calbucci. Le interviste di Liliano Faenza sono state realizzate nel 1979 per l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Rimini. Si ringrazia il Coordinamento Donne Rimini per i contributi estratti dal video “Per non dimenticare…”, prodotto in occasione del 25 aprile 2014. Lettura di Stefano Rossini, con la partecipazione di Emanuela Angelini. Montaggio e sound design di Matteo Munaretto. Responsabile di produzione: Cristina Gambini.
La Liberazione
Il 21 settembre 1944 i soldati greci della terza brigata da montagna entrano nella città di Rimini. Gli è stato dato questo onore dopo che l’Italia ha attaccato la Grecia nell’ottobre del 1940. I Greci hanno chiesto espressamente a Churchill di avere l’onore di liberare una importante città italiana. Per via di questo onore, la terza brigata greca, ancora oggi ha l’appellativo di “Rimini”.
In questo episodio, attraverso la ricostruzione degli storici e le testimonianze dei protagonisti, vi racconteremo la battaglia per la liberazione di Rimini, il drammatico scontro degli eserciti alleati e tedesco sulla Linea Gotica nell’ambito dell'”Operazione Olive” ricordata come una delle più cruciali e ignorate battaglie della Seconda guerra mondiale, combattuta da 1.200.000 soldati, da migliaia di aerei, cannoni e carri armati. Una gigantesca manovra a tenaglia, combattuta dall’ottava Armata britannica sull’Adriatico e dalla quinta Armata USA sugli Appennini, iniziata il 25 agosto 1944 sul fiume Metauro e conclusa il 21 settembre 1944 a Rimini. Il generale Richard McCreery, futuro comandante dell’ottava armata inglese dirà: “La battaglia di Rimini è stata amara come quelle di El Alamein e Cassino”.
Questo episodio è stato curato da Andrea Santangelo. Scritto da Andrea Santangelo e Serena Saporito. Con il contributo di Daniele Celli e Gianluca Calbucci. Grazie al progetto Memorie della Linea Gotica, dei Comuni di Montescudo-Montecolombo. Lettura di Stefano Rossini, con la partecipazione di Francesco Tonti e Mirco Gennari, Max Alberici e Matteo Munaretto. Montaggio e sound design di Matteo Munaretto. Responsabile di produzione: Cristina Gambini.
La distruzione del patrimonio storico-artistico
A coloro che giunsero a Rimini dopo il 21 settembre 1944 apparve una città spettrale. Ernest De Wald, direttore della Sottocommissione monumenti, belle arti e archivi al seguito dell’Ottava armata, la definì: «la città della morte, semplicemente spaventosa».
Dopo undici mesi di bombardamenti, dal 1° novembre 1943 alla fine di settembre 1944, solo il 2% degli edifici era rimasto illeso. Era stato distrutto l’abitato urbano nel suo complesso, sia nel centro storico che nei borghi come nella marina e lungo tutta la costa. Si era perso il tessuto minore, erano stati distrutti palazzi storici, monumenti e luoghi simbolici e identitari come il Tempio Malatestiano, il Teatro, le chiese.
Fortunatamente la parte più rilevante del patrimonio storico culturale si salvò grazie al senso del dovere, alla professionalità e al coraggio di uomini come Carlo Lucchesi e dei suoi collaboratori, di Augusto Campana e Gino Ravaioli, al ruolo fondamentale delle quattro Soprintendenze: bibliografica, alle antichità, alle gallerie, ai monumenti, e al contributo della Monuments Fine Arts and Archives Sub-Commission alleata.
Questo episodio è stato curato da Oriana Maroni. Scritto da Oriana Maroni e Serena Saporito. Con il contributo di Gianluca Calbucci e Andrea Montemaggi. Lettura di Stefano Rossini, con la partecipazione di Francesco Tonti e Mirco Gennari. Montaggio e sound design di Matteo Munaretto. Responsabile di produzione: Chiara Gambini.
Rimini in guerra 1943-1945 è un podcast a cura della Biblioteca Civica Gambalunga e dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea della Provincia di Rimini, prodotto da Gruppo Icaro.
